RES – Post n.30 del 28.11.13 – (2p.) – PRIMA PARTE

145964a053TITOLO: Zanzare neurosensoriali attive nella realtà ordinaria!!… poi arriva una giornata di sole 3 ore, ma andrà alla seconda parte, mentre qui è ancora presente il nagual stregone Don Juan, della saga castanediana, che indica negli ultimi versi di una poesia un momento di particolare energia e cita il poeta peruviano Cèsar Vallejo. Per questo utile riferimento abbiamo assunto gli ultimi versi di una poesia attuale, al cui autore preserviamo la privacy. Le MBT, calzature inimitabili che ancora tentano di imitare, ma il povero “BOSN” bisogna proteggerlo dalle cattive imitazioni. Poi nella seconda parte ci si inoltra in un’atmosfera molto…, molto energetica e tutta da seguire e saranno solo le premesse per il prossimo post…

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PRIMA PARTE

Attualità

Sono le ore 02.30 della notte o potrei dire del mattino. Mi sono alzato alla 01.20, cercando una zanzara, ma come poteva esserci se faceva un freddo della miseria? La zanzara era stata creata neurosensorialmente e guarda un pò cosa riusciamo a fare, noi!, con il corpo neurosensoriale, se non dare esistenza energetica a quello che un attimo prima non c’era. Riusciremmo addirittura a farci pungere e avremmo un bubbotto proprio come lo sanno fare solo loro, le zanzare, specialmente quella “tigre”. Questo episodio della zanzara arriva alla fine di un lungo percorso iniziato alle 19.00 del giorno precedente, quando me n’ero andato a letto a causa della mia precarietà fisica dovuta a dolorabilità diffusa e stanchezza che mi aveva accompagnato per tutto il giorno. Quando sono in queste condizioni il mio organismo fisico, il “povero BOSN”, è vecchio e stanco di vivere. Poi accade quello che accade e il “povero BOSN” si veste momentaneamente da ciborg strutturalmente potente, tanto che non posso descrivere come questo possa accadere secondo i dettami di un ragionamento logico.

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Torno un attimo indietro per ricordare di aver effettuato il training delle pratiche rivoevosofiche ormai da 48 ore. Il training dura di solito da 20 a 30 minuti, quando faccio la serie completa, che ho già descritto in altro post. Proprio al mattino ormai trascorso, appena sceso dal letto non potevo camminare, perché sotto la pianta del piede destro si era formato un rigonfiamento edematoso. Gli ho tirato al volo, si fa per dire, alcuni woho, facendomi la muta promessa di attaccarlo a fondo appena avessi avuto più energia disponibile, perché per andare in escursione con il corpo esterno HISB, devo essere sufficientemente in “palla”, altrimenti quando cerco la sua coesione vado incontro a fenomeni di frammentazione, rischiando di non raggiungere il minimo utile di incisività ed intensità energetica. Significa, allora, scarsa qualità delle esperienze e soprattutto scarsa qualità della cura del mio corpo fisico BOSN in difficoltà. Comunque per darmi un aiuto sul lato fisico, metto in memoria di indossare appena possibile le mie calzature MBT, costose e molto imitate, ma solo nell’apparenza e non nella sostanza. Infatti queste scarpe sono le uniche che riescono a scaldare il piede mobilizzando il circolo emolinfatico dal centro della pianta, poi il resto del benessero lo procurano mediante piccole oscillazioni dovute a dei minuscoli ammortizzatori laterali.

Sono tutte indicazioni di quello che faccio di buono per me stesso

e quello che vi presento è sempre una parte minimale

di un lungo percorso di valutazione che la precede

Cerco sempre di farmi capire in ogni modo

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La RES mette sempre in campo le cose modulando l’energia, proprio come dissi ad una persona che gradisco dopo aver letto la sua “poesia lirica”. Con quella poesia ho fatto un vero salto nel passato, rientrando nei fogli-membrana della dimensione vibrazionale in cui il castanedismo aveva un sostanzioso sottobosco ed infatti viveva il suo tempo con convegni europei a Barcellona e Monaco in cui si radunavano anche mille persone. In quel periodo si faceva un gran rastrellare di energia e la particolare predilezione del nagual Don Juan per le poesie, mi appariva come un vezzo dell’autore, che presentava il suo mentore stregone come fosse un filosofo e un amante, appunto, delle poesie. Lo stregone indicava nelle poesie che valessero la pena di essere lette ed ascoltate, la presenza di una particolare concentrazione di energia rilasciata proprio negli ultimi versi, che così ne concludevano la bellezza, proiettando il fruitore oltre la sfera del sentimento.

Doveva anche essere una energia modulata per quanto in potenza dovesse avere i crismi di un’alta intensità energetica. La Rivoevosofia è molto incentivata ad indicare questo tipo di energia, perché le pratiche del corpo esterno debbono avere questa intrinseca qualità.

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I versi che citava quello stregone erano di un poeta peruviano “Cèsar Vallejo” e la lingua spagnola aiuta non poco ad elevare il sensoriale umano. Ora gli ultimi versi della poesia di questo poeta, che si chiama Raimondo Loriga, non sono gli stessi di quelli di Vallejo, ma l’energia è di quel tipo e mi sono consentito di citare proprio quelli di una sua poesia in cui ho riscontrato questa peculiarità. Ecco i suoi versi:

…piccola bambina ti sarò d’aiuto

pregando agli angeli

di poterti ricordare

con i miei versi

ti voglio raccontare

quando la notte si sposò col giorno

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Mi piacerebbe poter recuperare quei versi del poeta peruviano per poter effettuare una comparazione energetica, ma il tempo non gioca a mio favore, quindi per il momento dovrete necessariamente contare sulla mia sensazione.

Era anche convinzione dello stregone che alcuni poeti regalassero energia, generosamente, a piene mani. Per l’evoluzione energetica della RES contano i dati significativi, quindi è l’in.form.azione che determina la conoscenza di possibile acquisizione dallo specifico evento reclutato. Infatti all’emissione di energia deve riscontrarsi una ricezione ed una indicazione evolutiva per con.figurarne un “cacciatore rivoevosofico”.

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Posso fare un esempio calzante assumendo in prestito il vento di radiazione solare che impiego per un rifornimento di energia extra. I cerchi concentrici solari sono lì da sempre e la nostra stella non li ha mai fatti mancare, però sinora è stata vista soltanto la loro massa coronale, eppure sono molto semplici da vedere. Per acquisirne l’energia sarà necessario fare un po’ di pratica, però per vederli, esattamente con tutte le peculiarità che ho descritto minuziosamente e il loro riferimento con la forza unica di questo universo, non si dovrà fare chissa che cosa. Essi sono visibili ad ogni osservare che si disponga a vederli, volendoli vedere, quindi si dispone in modalità ricettiva. Non serve altro, tranne naturalmente quello di alzarsi la mattina presto e collocarsi in visione un attimo prima della scintilla con cui la stella annuncia la sua presenza diretta. Tutti coloro che si sono disposti in ricezione hanno potuto vedere le stesse cose e se ci si dovessero esporre con continuità ne avrebbero dei benefici fisici ad indicazione dermatologica ed osteotropa.

A seguire di questo subentra il fatto di cosa farci. Cosa fare con questi cerchi, con questa radiazione solare? Un “cacciatore” la impiega per iniziare il suo percorso di apprendimento al collegamento diretto con l’energia e allo scopo di evolversi energeticamente come individuo.

Andiamo a concludere nella seconda parte dove si troveranno cose molto interessanti…

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