RES – PrimaCuriosità del 28.9.2013

Titolo: i passaggi dimensionali, quelli che avvengono di giorno e che la rete neurocerebrale elabora in dati immettendoli nel circuito. Possono divenire significativi e molto importanti, appartengono alle onde cerebrali del sogno e se ricordati generano confusione.

E’ il primo degli elementi indicati come curiosità, che concorrono ai dati immessi in rete con questo blog, insieme alle riflessioni e ai post. Le curiosità possono emergere sia durante stati non ordinari che in quelli ordinari e quando ritengo che valgano la pena di essere immessi nella comunicazione ad indirizzo evolutivo, cercherò di comporli, poichè spesso debbo elaborarli da un neurosenso, infatti non giungono sempre già pronti e sviluppati in una logica coerente.

Questa mattina sono salito come al solito prima dell’alba per constatare la possibilità che il sole non fosse coperto da nubi e provvedere al solito rifornimento di energia. Mentre iniziavo la verifica, lo sguardo mi si è posato su un punto dove avevo da tempo posizionato un certo quantitativo di piccolissime pietre grandi al massimo come dei chicchi di grano osservandole essere il quantitativo di sempre, poi in un lampo mi sono emersi dei dati recentissimi e contrastanti ed allora ho ricordato chiaramente che stavo osservando allo stesso modo quel quantitativo di pietruzze, durante il centro della giornata precedente a circa 15 ore di distanza, rilevando che quel quantitativo era pressoché sparito. Poco male mi sono detto, dando colpa ad una mia dimenticanza per averli probabilmente tolti, oppure al vento che li avesse dispersi, per quanto si presentasse tutto improponibile. Questo ricordo sull’assenza delle pietruzze, apparso per una frazione di tempo, si qualifica subito come avvenuto in un ambito dimensionale a differente computo vibrazionale ed evito di definire parallelo quello che parallelo non è, perché parlare sempre di dimensioni parallele non ha rivoevosoficamente senso.

Fatti simili accadono a tutti coloro che sono sensorialmente evoluti e non parlo delle classi di sensitivi e sensibili, che hanno spesso una sensorialità delicata e che quindi deve essere sostenuta e non afflitta come fosse una carenza e una qualità al tempo stesso, oppure possono accadere a persone che per necessità fanno uso di sostanze farmacologiche ad indirizzo del Snc nootrope o psicotrope, che li ovattano aprendo dei varchi. Normalmente la persona che fa uso di sostanze non ricorda nulla, né sa identificare gli eventi, perché troppo debole di questo tipo di energia sensoriale, generalmente decurtata in molti casi. Non è però il caso di soggetti giovani e potenti sensorialmente, che sognano vivido, a cui possono capitare molti eventi in una differente dimensione vibrazionale. Chissà quante perplessità generano questi accadimenti che solitamente vengono relegati nella scatola delle perplessità, con un occultamento la cui sola utilità è quella di evitare le confusioni.

Questi eventi appartengono all’ambito del sogno, per dire che riguardano le attività neurali ad onde cerebrali basse. Dimostrano la creatività energetica di cui la specie umana è capace e quello che potrebbe fare se la si applicasse direttamente, dopo che tanti, tanti esempi gli vengono elargiti dall’EOS, l’energia oscura che sorge in se stessa, ma la mente collettiva di sistema, l’MCS, non invita a questo addestramento, salvo futuristicamente indicare l’intervento della realtà informatica virtuale, come ausilio per avvicinarsi alla conoscenza di questi fatti. In questo modo sostituirà con gli ausili tecnologici il fai da te energetico neurosensoriale che è già oggi, non nel futuro, a disposizione della specie umana a che si evolva direttamente all’energia.

Sempre nell’ambito di questa curiosità, ho seguito proprio ieri, per 30 minuti una serie televisiva chiamata Horizon del 2013, che aveva la pretesa di svolgere un buon compito sulla conoscenza della mente umana. Hanno citato tutta una serie di motivi sul perché si sogna e perché stiamo bene se lo facciamo oppure male al contrario se non lo facciamo, poi si sono chiesti il perché del fatto che gli infartuati e coloro che hanno contratto ictus cerebrali smettono di sognare, poi ancora tanto altro in questa direzione, con esperti in serie che lavorano giorno e notte su cavie umane dormienti in laboratorio, sottoposte a tac e risonanza magnetica per scrutare quale parte del cervello si muove e quanto sogna e se sogna o se sogna anche quando non dovrebbe sognare.

Ora non vi posso in questa sede sfoderare un lungo pataracchio per spiegarvi l’inutilità di iterative ricerche stagnanti sul sogno, che ovviamente scomodano anche Freud e che effettuano il solo servizio di esaurire l’energia dei ricercatori a che si avvedano e cambino direzione. Ray Kurzweil, questo grande scienziato, ha scritto un libro su come è fatta la mente e come costruirne una ed è il massimo attualmente che possa presentare la zona collettiva del sistema mentale. Non ho letto il suo libro che ancora non è in Italia, ma è sicuramente interessante e si avvicinerà in qualche modo ai DACS, perchè rappresenta il punto di partenza divulgativo del futurismo tecnologico evolutivo, quindi molto vicino a quello rivoevosofico.

Non la mente umana, ma la rete neurocerebrale e lo sviluppo dei suoi neurosensi, indicano formidabili parallelismi con cui possono determinarsi continue dimensioni vibrazionali in cui essere presenti, come quella che abbiamo citata, poi abbiamo il corpo del sogno con cui si può vivere un tempo indefinito in una realtà neurosensoriale talmente intensa da far impallidire ogni esperienza avuta nella realtà ordinaria. Alcuni individui conoscono cosa significa trovarsi in quelle realtà sapendo bene dove sono e sapendo anche bene cosa possono fare in quelle situazioni. Questi eventi di stati non ordinari di realtà che indicano cosa fare e dove andare, non hanno nulla a che fare con la mente degli infartuati e la loro depauperata energia dovuta al deficit instauratosi.

Il castanedismo ha avuto facile accesso presentando questi eventi di realtà non ordinaria, di possibile realizzazione mediante l’impiego del peyote, di funghi e fumo. Dopo queste iniziali indicazioni la via castanediana si è fornita di silenzi interiori, tecniche di recupero energetico come la ricapitolazione e di controllo antidispersione sul tipo della follia controllata e del dover credere come contrasto al credere e al non credere ed infine con l’ultima soluzione della “tensegrità”, un allenamento di pratiche fisiche, indicate come passi magici, molto somiglianti, alcune, alle arti marziali cinesi originate probabilmente con l’aiuto del maestro che si occupava del loro training di preparazione fisica.

Tutto molto convincente, perché molto vicino alla sostanza, ma di inutile direzione evolutiva, visto che il doppio o corpo di sogno perseguito dal castanedismo, così come il corpo astrale, i varchi dimensionali dovuti alle profonde discese meditative dei siddha-yoghi e delle antiche arti marziali cinesi, non solo altro che indicazioni energetiche stimolanti di quella forza di emissione che genera l’energia oscura, così definita cosmologicamente, e che spinge all’evoluzione energetica individuale la specie umana, a partire dai lontani lampi gamma generati dal primo blackhole di questo universo. Una forza che spinge a fare qualcosa circa uno sviluppo neurosensoriale diretto, reclamabile, foriero di accumulo di conoscenza in DACS, e non mediante una forzatura di passaggi dimensionali casuali.

Siamo ormai nel campo di un elevato sviluppo tecnologico che fornisce e fornirà ausili, producendo forti opzioni che implementeranno esponenzialmente le possibilità di collegamento energetico. Si sta preparando un futurismo utile, ma già ora abbiamo la possibilità rivoevosofica, una realtà utile con cui si può già iniziare a procedere per conto proprio, senza alcun altro ausilio tecnologico, oltre quelli di cui già si dispone attualmente. Uno degli esempi sono le possibilità di comunicazione attuata con questo blog.

Mi sono molto allargato dalla curiosità iniziale, ma quando comincio, proseguirei senza sapere bene dove fermarmi, generando ovvie confusioni dovute agli argomenti e alle esperienze che si allargano. A volte mi trovo con una tale massa di dati che si affollano come fossero uno spesso sciame di zanzare che mi pungono e mi sussurrano: dai, dai, riversa, riversa, non ti fermare, metti anche questo e questo…..

Non riuscirò mai a ordinare tutto come vorrei, però…a presto.

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