RES – PrimaCuriosità del 28.9.2013

Titolo: i passaggi dimensionali, quelli che avvengono di giorno e che la rete neurocerebrale elabora in dati immettendoli nel circuito. Possono divenire significativi e molto importanti, appartengono alle onde cerebrali del sogno e se ricordati generano confusione.

E’ il primo degli elementi indicati come curiosità, che concorrono ai dati immessi in rete con questo blog, insieme alle riflessioni e ai post. Le curiosità possono emergere sia durante stati non ordinari che in quelli ordinari e quando ritengo che valgano la pena di essere immessi nella comunicazione ad indirizzo evolutivo, cercherò di comporli, poichè spesso debbo elaborarli da un neurosenso, infatti non giungono sempre già pronti e sviluppati in una logica coerente.

Questa mattina sono salito come al solito prima dell’alba per constatare la possibilità che il sole non fosse coperto da nubi e provvedere al solito rifornimento di energia. Mentre iniziavo la verifica, lo sguardo mi si è posato su un punto dove avevo da tempo posizionato un certo quantitativo di piccolissime pietre grandi al massimo come dei chicchi di grano osservandole essere il quantitativo di sempre, poi in un lampo mi sono emersi dei dati recentissimi e contrastanti ed allora ho ricordato chiaramente che stavo osservando allo stesso modo quel quantitativo di pietruzze, durante il centro della giornata precedente a circa 15 ore di distanza, rilevando che quel quantitativo era pressoché sparito. Poco male mi sono detto, dando colpa ad una mia dimenticanza per averli probabilmente tolti, oppure al vento che li avesse dispersi, per quanto si presentasse tutto improponibile. Questo ricordo sull’assenza delle pietruzze, apparso per una frazione di tempo, si qualifica subito come avvenuto in un ambito dimensionale a differente computo vibrazionale ed evito di definire parallelo quello che parallelo non è, perché parlare sempre di dimensioni parallele non ha rivoevosoficamente senso.

Fatti simili accadono a tutti coloro che sono sensorialmente evoluti e non parlo delle classi di sensitivi e sensibili, che hanno spesso una sensorialità delicata e che quindi deve essere sostenuta e non afflitta come fosse una carenza e una qualità al tempo stesso, oppure possono accadere a persone che per necessità fanno uso di sostanze farmacologiche ad indirizzo del Snc nootrope o psicotrope, che li ovattano aprendo dei varchi. Normalmente la persona che fa uso di sostanze non ricorda nulla, né sa identificare gli eventi, perché troppo debole di questo tipo di energia sensoriale, generalmente decurtata in molti casi. Non è però il caso di soggetti giovani e potenti sensorialmente, che sognano vivido, a cui possono capitare molti eventi in una differente dimensione vibrazionale. Chissà quante perplessità generano questi accadimenti che solitamente vengono relegati nella scatola delle perplessità, con un occultamento la cui sola utilità è quella di evitare le confusioni.

Questi eventi appartengono all’ambito del sogno, per dire che riguardano le attività neurali ad onde cerebrali basse. Dimostrano la creatività energetica di cui la specie umana è capace e quello che potrebbe fare se la si applicasse direttamente, dopo che tanti, tanti esempi gli vengono elargiti dall’EOS, l’energia oscura che sorge in se stessa, ma la mente collettiva di sistema, l’MCS, non invita a questo addestramento, salvo futuristicamente indicare l’intervento della realtà informatica virtuale, come ausilio per avvicinarsi alla conoscenza di questi fatti. In questo modo sostituirà con gli ausili tecnologici il fai da te energetico neurosensoriale che è già oggi, non nel futuro, a disposizione della specie umana a che si evolva direttamente all’energia.

Sempre nell’ambito di questa curiosità, ho seguito proprio ieri, per 30 minuti una serie televisiva chiamata Horizon del 2013, che aveva la pretesa di svolgere un buon compito sulla conoscenza della mente umana. Hanno citato tutta una serie di motivi sul perché si sogna e perché stiamo bene se lo facciamo oppure male al contrario se non lo facciamo, poi si sono chiesti il perché del fatto che gli infartuati e coloro che hanno contratto ictus cerebrali smettono di sognare, poi ancora tanto altro in questa direzione, con esperti in serie che lavorano giorno e notte su cavie umane dormienti in laboratorio, sottoposte a tac e risonanza magnetica per scrutare quale parte del cervello si muove e quanto sogna e se sogna o se sogna anche quando non dovrebbe sognare.

Ora non vi posso in questa sede sfoderare un lungo pataracchio per spiegarvi l’inutilità di iterative ricerche stagnanti sul sogno, che ovviamente scomodano anche Freud e che effettuano il solo servizio di esaurire l’energia dei ricercatori a che si avvedano e cambino direzione. Ray Kurzweil, questo grande scienziato, ha scritto un libro su come è fatta la mente e come costruirne una ed è il massimo attualmente che possa presentare la zona collettiva del sistema mentale. Non ho letto il suo libro che ancora non è in Italia, ma è sicuramente interessante e si avvicinerà in qualche modo ai DACS, perchè rappresenta il punto di partenza divulgativo del futurismo tecnologico evolutivo, quindi molto vicino a quello rivoevosofico.

Non la mente umana, ma la rete neurocerebrale e lo sviluppo dei suoi neurosensi, indicano formidabili parallelismi con cui possono determinarsi continue dimensioni vibrazionali in cui essere presenti, come quella che abbiamo citata, poi abbiamo il corpo del sogno con cui si può vivere un tempo indefinito in una realtà neurosensoriale talmente intensa da far impallidire ogni esperienza avuta nella realtà ordinaria. Alcuni individui conoscono cosa significa trovarsi in quelle realtà sapendo bene dove sono e sapendo anche bene cosa possono fare in quelle situazioni. Questi eventi di stati non ordinari di realtà che indicano cosa fare e dove andare, non hanno nulla a che fare con la mente degli infartuati e la loro depauperata energia dovuta al deficit instauratosi.

Il castanedismo ha avuto facile accesso presentando questi eventi di realtà non ordinaria, di possibile realizzazione mediante l’impiego del peyote, di funghi e fumo. Dopo queste iniziali indicazioni la via castanediana si è fornita di silenzi interiori, tecniche di recupero energetico come la ricapitolazione e di controllo antidispersione sul tipo della follia controllata e del dover credere come contrasto al credere e al non credere ed infine con l’ultima soluzione della “tensegrità”, un allenamento di pratiche fisiche, indicate come passi magici, molto somiglianti, alcune, alle arti marziali cinesi originate probabilmente con l’aiuto del maestro che si occupava del loro training di preparazione fisica.

Tutto molto convincente, perché molto vicino alla sostanza, ma di inutile direzione evolutiva, visto che il doppio o corpo di sogno perseguito dal castanedismo, così come il corpo astrale, i varchi dimensionali dovuti alle profonde discese meditative dei siddha-yoghi e delle antiche arti marziali cinesi, non solo altro che indicazioni energetiche stimolanti di quella forza di emissione che genera l’energia oscura, così definita cosmologicamente, e che spinge all’evoluzione energetica individuale la specie umana, a partire dai lontani lampi gamma generati dal primo blackhole di questo universo. Una forza che spinge a fare qualcosa circa uno sviluppo neurosensoriale diretto, reclamabile, foriero di accumulo di conoscenza in DACS, e non mediante una forzatura di passaggi dimensionali casuali.

Siamo ormai nel campo di un elevato sviluppo tecnologico che fornisce e fornirà ausili, producendo forti opzioni che implementeranno esponenzialmente le possibilità di collegamento energetico. Si sta preparando un futurismo utile, ma già ora abbiamo la possibilità rivoevosofica, una realtà utile con cui si può già iniziare a procedere per conto proprio, senza alcun altro ausilio tecnologico, oltre quelli di cui già si dispone attualmente. Uno degli esempi sono le possibilità di comunicazione attuata con questo blog.

Mi sono molto allargato dalla curiosità iniziale, ma quando comincio, proseguirei senza sapere bene dove fermarmi, generando ovvie confusioni dovute agli argomenti e alle esperienze che si allargano. A volte mi trovo con una tale massa di dati che si affollano come fossero uno spesso sciame di zanzare che mi pungono e mi sussurrano: dai, dai, riversa, riversa, non ti fermare, metti anche questo e questo…..

Non riuscirò mai a ordinare tutto come vorrei, però…a presto.

RES – Terza Riflessione del 27.9.2013

Titolo: i DACS rappresentano la conoscenza rivoevosofica che consiste nell’accumulo di dati significativi d’in.form.azione. Un tentativo di allargarne la conoscenza…

“Prendo l’occasione per dirvi di non fare caso a degli errori nelle composizioni, perché vengono riversate spesso in diretta volando a velocità spesso maggiore di come penso (le dita vanno in tastiera indipendenti dallo sguardo che si perde in azioni che mettono la forma: sono i dati d’in.form.azione che divengono DACS di conoscenza al collegamento diretto con l’energia, estratti dai video che la rete neurale mi proietta continuamente davanti in tempo reale) e spesso l’occhiata data per il controllo che tutto vada bene guarda più alla sostanza che alla forma.

Inoltre non ho ancora la capacità di far divenire bello questo blog con le foto che gradirei dove sarà possibile metterle e ancora non ho impostato la comunicazione scritta in modo a me confacente. Ho realizzato molti libri inediti componendoli con spazi e colori che attraevano aiutandone la lettura, quindi non sono felice di scrivere a pappetta, ma prima dopo vi renderò giustizia: è una promessa”.

In questa terza riflessione voglio inserire una spiegazione allargata sui DACSDatiAccumulatiCon.Scienza” estraendola da una precedente dispensa, ma senza avere la pretesa di chiarire del tutto la situazione perché dopo averla elaborata ho speso un certo tempo per assorbirla, fino a farla divenire un neurosenso energetico che rende tutto semplice perché elude la necessità di dover raggiungere un senso logico.

“Si tratta di dati assunti allo scopo e nella direzione dell’evoluzione individuale della specie umana impegnata al collegamento diretto con l’EOS. DACS è quindi un concetto molto allargato e del tutto non riferibile cognitivamente alla specificità, genericità e trascendentalità con cui l’MCS condisce ed irrora il termine di conoscenza. DACS elimina e non sostituisce molti scibili vuoti dell’MCS, eliminandone in toto i rispettivi “blindholes”, buchi ciechi. Enormi impalcature di edifici vuoti costruiti sui nomi aziendali di, immortalità, intelligenza, amore, amicizia, capacità e tanti, tanti altri, vengono progressivamente disinseriti della loro dispersiva azione energetica, mutando e semplificandosi all’interno dell’attività dei sensi umani andando ad incrementare la con.scienza rivoevosofica.

In sostanza con i DACS si attuano le premesse dell’evoluzione energetica individuale, quindi il o i prodotti che essi consentono di ottenere sono molto diversi da quelli indicati come immortalità, intelligenza e tanto altro, che ovviamente non concorrono alle stesse premesse nello stesso modo. Con i DACS, il collegamento di un hunter con l’EOS è diretto perché egli si trova nella parte evolutiva energetica, quindi avanzata rispetto a quella biologica, mentre in ogni altro modo è indiretto perché deve passare attraverso una più o meno lunga evoluzione biologica”.

RES – Post n° 3 del 20.9.2013

Titolo: Secondo atto interattivo con la falciatrice. Non avrò tempo per te mi disse la morte….

Non avrò molto tempo per te, mi disse la morte, guardandomi incuriosita per il tipo di comportamento anomalo che si trovava ad affrontare. Per un numero incalcolabile di anni aveva avuto a che fare con le stelle, tenendo il controllo del loro stato degenere fino all’asintoto in supernove e fino al momentaneo, si fa per dire, stallo in neutroni, poi erano giunti gli organismi semplici ed infine si era dovuta dare un gran daffare con quelli sempre più complessi ed evoluti fino a quelli delle reti neurali di ultima generazione umana e aveva riscontrato l’incredibile varietà di comportamento di fronte alla sua presenza che sanciva l’ineluttabile fine dell’attività degenere organica in corso. Rari erano gli interventi in cui si doveva presentare anzitempo ed attendere l’arrivo del suo più stretto collaboratore, l’ultimo respiro, poi per lei si sarebbe trattato come sempre di un brevissimo attimo di tempo ancora e avrebbe infine chiuso la pratica per passarla agli elementi modificatori di massa. Questi ultimi avrebbero ridotto tutto a particelle elementari fino a raggiungere la vibrante azione delle “stringhe” che sulla base delle supposizioni astrofisiche e cosmologiche attuali, viene situata ad un nanopasso dall’EOS, l’energia che la rivoevosofia indica come sorgente in se stessa.

Dopo avermi lanciato la sua frase-bordata, meglio definirla tramvata, “non avrò molto tempo per te”, sua signoria si trovò di fronte al più anomalo dei comportamenti che si fosse mai potuta immaginare. In sostanza quell’organismo davanti al quale si era presentata per scandirne il turno, in vece di subire la sua funerea presenza non si stava scucendo né il baffo di destra e neppure quello di sinistra, quindi minimo minimo se ne dovette incuriosire.

Intendiamoci lei, la morte, ha stretto contatto con tutti gli elementi che governano le attività degeneri organiche e strutturali, quindi è al corrente dell’attività genomica di un organismo momento dopo momento. Anche nel caso di un intervento di alta violenza traumatica, quindi a tempi brevissimi, le cose non cambiano perché i principi che regolano l’attività della terminatrice esulano da quelli della matematica algoritmica. Per la “morte” il tempo e lo spazio sono delle situazioni, soltanto delle variabili di situazione che assumono presenza in alcuni fattori di questo universo, sulla base di calcolo necessaria alle reti neurali umane che si occupano della struttura organica all’interno di questa stratosfera.

In base a questa sua immancabile conoscenza del mio personale genoma in potente attività degenere e alla mia stretta relazione con esso, la morte sapeva già di cosa si sarebbe dovuta occupare e non era certo quella la sorpresa, quindi fu l’atteggiamento ad essere inaspettato. Un atteggiamento a dir poco anomalo, che oltretutto lasciava supporre un assoluta assenza di bluff, quindi stava accadendo qualcosa, qualcosa di nuovo, …e la morte fermò il tempo.

Adesso devo prima chiarire un fatto. Non da molto ho avuto a che fare con i GR“Gene Regulators” e la relazione con il loro centro operativo è divenuta un vero divertimento, perché impostata con l’aiuto del centralinista del CEG, il Consorzio Energetico Geni, un gene dal nome “Pilotta”. Sarà quindi necessario dopo questo post introdurne uno con la prima telefonata effettuata al CEG, che per il momento ci faremo bastare, perché è molto lunga e presiede ad altre telefonate, tutte molto traenti, le quali diverranno parte di approfondimenti successivi. Ho già fatto intuire che possiedo montagne di dati significativi da riversare, oltre a quelli che inevitabilmente acquisisco sia giorno che di notte, quindi cercherò di fare le cose al meglio pensando a come renderle assimilabili senza mancare di suscitare sia interesse che divertimento”.

Ecco cosa accadde dopo, ad una certa distanza.

Senza assolutamente volerlo la mia testa ruotò di scatto senza alcun motivo e lo sguardo si fermò alla sedia di vimini, dove la morte ha lasciato in postazione la sua antiparticella. Ormai osservavo la zona in fretta e furia, di sfuggita, tanto per avere il controllo della situazione perché mi ero ormai abituato a quella presenza ferma silente e in costante osservazione, tanto che ad un certo punto la sentivo intima, come fosse una parte di me, ma in questa occasione annullo la mia precedente fuggevolezza e la guardo di nuovo con maggiore intensità perché qualcosa non mi convince. Mi soffermo sugli occhi, cosa che avevo cessato di fare subito dopo il colloquio del primo evento e… dopo un attimo apparentemente eterno, gli occhi, mi si sgranano da soli, perchè mi accorgo che oltre lo spiacevole e freddo esterno dei due bulbi oculari, di poco dietro, qualcosa o qualcuno rideva, ma non si trattava di una modalità ridente interna, bensì era più somigliante ad una formidabile sintesi sincrotronica di raggi x, gamma, infrarossi e onde radio insieme. Per colpa di una potente traenza entro in quegli occhi con la sensazione di entrare in un pezzo di questo universo lasciato lì davanti a me, oltre quei portali, poi come continuassi ad essere allacciato dagli stessi raggi di quella traenza, mi ci immergo profondamente per essere subito dopo letteralmente strappato via da uno scossone.

Come proveniente da una immensa profonda massa liquida, distinta, un subsuono assume la forma logica e coerente e distinta di una voce: sono io, non te ne sei accorto?

Respiro profondamente e la morte si accomoda meglio sulla sedia di vimini dicendomi: ho un attimo di pausa per quanto possa apparire assurdo che l’abbia, quindi mi sono fatta un regalo e sono venuta a trovarti direttamente. Poi quasi sconfermando l’idea del regalo che mi aveva momentaneamente rilassato, proseguì dicendo che non aveva comunque tempo da perdere e… fermandosi in una breve pausa si accomodò meglio scrutandomi con uno sguardo, ora, divenuto inespressivo.  Sento improvviso un brivido ampio e sulla schiena, lungo tutto l’asse della colonna vertebrale, ho come la sensazione che mi scendano alcune gocce di sudore rosso-sangue, poi l’addestramento di anni ed anni si allinea su quello del giovane software della RES e la conoscenza, tutti i dati allineati e congiunti della mia rete neurale, mi inonda dicendomi che non ci sono problemi, la morte sta li e li rimane, non potrà alzarsi da quella sedia in altro modo da quello impiegato la volta scorsa, ovvero lasciando la sua antiparticella in postazione attiva. A quel punto apro uno splendido sorriso e la saluto con calore, ma gli dico che non l’abbraccerò né gli stringerò la mano, perché come lei sa sono un malato autoimmune e un implacabile igienista e…, appunto, non lo ritengo igienico! La morte sembra apprezzare la mia ironia, poi libera le sue mani posizionando la falce nell’incavo all’angolo della stanza e continua una conversazione di tipo subsonico osservando che sono in linea con tutto quello che sta avvenendo e che mi implementerà di dati, indicando qualcosa circa i GR.

Le mie orecchie si pizzano e incalzo con… che hai a che fare con i GR, morte, rendendomi subito conto di quanto elementare sia quella mia reazione. Altroché se la morte ha a che fare con i GR.

Sai bene incalza la morte, che il mio rapporto con i GR degli organismi è tanto intimo quanto quello che un elettrone può vantare con il suo positrone, quindi ho sempre tutti i dati che mi servono, a tempo zero, quindi conosco tutto quello che hai combinato al CEG, il consorzio energetico dei geni, e delle tue conversazioni con l’attuale centralinista, gene Pilotta, non mi manca neppure una virgola. Quindi conosco tutte le modifiche che hai e che continui ad apportare nell’ambito del consorzio, letteralmente coadiuvato da quelli che tu chiami rivoevosoficamente i GR, “geni regolatori” che si trovano in quella consistente parte del genoma che veniva in precedenza considerata spazzatura dall’ENCODE, l’organizzazione mondiale dell’MCS, la mente collettiva di sistema, che con i suoi ingegneri si occupa del genoma umano. Tutto questo mi ha subito generato un conflitto di interessi ma, pur se a collo storto, li ho digeriti ed ora mi sembra addirittura divertente vedere che la storia continua.

A questo punto prosegue la morte, posso mettere le carte in tavola e dirti che per la prima volta mi sono trovata in una condizione di interdizione, perché devi sapere che non ho alcuna possibilità di rivolgermi a qualcuno o a qualcosa. E’ vero, possiedo i disegni e conosco tutto quello che devo fare, ma in questo caso, e sarà la prima ed ultima volta, devo attendere in un modo inconsueto. Vedi, non si tratta semplicemente di attendere, ma mi sfuggono i parametri dell’attesa e quando in passato è accaduto questo fatto durante particolari frangenti di potere personale di un organismo umano oppure di eventi energetici di natura stocastica, che quindi neppure da me erano scrutabili alla prima occhiata, si trattava pur sempre di un disegno il cui spostamento della linea era comunque lì nei pressi. In questo caso, invece, mentre guardo dove è corretto che guardi, vedo una nebbia che ostacola la visione e se per un attimo mi sembra di vedere la soluzione, l’attimo dopo i miei dati entrano in uno stato caotico. So bene che la linea c’è, non può non esserci, e magari è proprio lì sovrapposta ma scolorita e non visibile subito, quindi prima o dopo, magari a forza di guardare meglio, la vedrò, però comunque l’anomalia energetica rimane.

A quel punto interrompo il soliloquio della morte e la esorto a sospendere l’imponente somministrazione di cibi carichi di luteina e zeaxantina, necessari a fargli vedere bene tutto, cosicché la sua visione, potesse di lì in avanti, perdere nitidezza, poi proseguo consigliandogli una alimentazione ricca sulla base di soli pane, pasta, pizza e dolci con una cinquantina di grammi di proteine nobili al giorno, tanto per minare del tutto…, “chi più ne ha ne metta”. Gli assicuro che se mi assumesse gli garantirei una validissima collaborazione, visto quello che ho dovuto fare in oltre 40 anni per rallentare l’attività degenere del mio organismo, inoltre lei non può non essere al corrente della montagna di dati che ho accumulato in area alimentare nei confronti di un addestramento di natura triplice: strutturale, organico ed energetico.

La morte mi guarda scuotendo lentamente la testa e mi ricorda che non ha mai riso prima, quindi non lo farà neppure ora, poi mi tranquillizza dicendomi: non ti preoccupare inutilmente perché al momento il processo che ti riguarda è stato sospeso. Ho assunto, mi dice, l’indicazione di lasciare del tutto la postazione, ma di tenermi pronta per una entrata improvvisa quando divenisse opportuna.

Avrei voluto dirgli, vai a fare l’entrata da un’altra parte, ma mi fermo sul suo sguardo, ormai sempre più intimo, dovuto alla massa di in.form.azioni che mi ha trasferito in DACS, dati rivoevosofici significativi accumulati con.scienza.

La Rivoevosofia insegna che i DACS sono tutto quello che serve in questo universo per evolversi energeticamente come individui e questa somma di conoscenza non ha nulla a che fare con i prodotti di massa per ottenerla, sul tipo della genialità, l’intelligenza, la capacità, il potere e l’importanza personale della grandezza dell’io. Il software rivoevosofico è del tutto assente dal duplice sistema merito e demeritocratico, perché impone ad ogni fattore l’evoluzione e mai l’errore e anche se non si tratta della stessa logica, si allinea all’idea della sezione scientifica dell’MCS, che vive di rivelazioni che obnubilano tutto quello che viene paventato in precedenza”.

Avrò tempo per sviluppare tutti i derivati dovuti alla sua presenza e al suo contatto. Quello che devo considerare riguarda il toto degli eventi che hanno portato a questa sua tipologia di interruzione, quindi tutto quello che l’ha determinata. Dentro questo sacco si trovano DACS pesanti, perlomeno quanto la massa prodotta da una stella di neutroni e avrò un bel daffare per alleggerirli fino ad una densità commestibile come quella del pianeta dal quale sono derivato.

Avrò sicuramente a che fare con i geni regolatori e con il centralinista Pilotta del CEG, consorzio energetico geni, che ovviamente avranno già assunto la comunicazione in diretta energetica, ma come vi ho accennato tra non molto arriverà un post sulla prima telefonata fatta al centro con il divertente e attrattivo dialogo avuto con il centralinista Pilotta. Fu molto divertente l’evento di questa prima chiamata ed iniziò una conoscenza che proseguì poi in altre successive telefonate. Sarebbe oltremodo delizioso portare questo materiale al teatro con dialoghi professionali ben elaborati.

NB: prima di arrivare alla telefonata con il CEG, ci saranno altri piccoli interventi. 
Alla prossima comunicazione e a presto da Rivoevo Sofia.

RES – Seconda Riflessione del 19.9.2013

Titolo: sono in preparazione due post allettanti e altre spiegazioni. Per il momento solo delle anticipazioni.

Vi sento come foste qui, sento l’energia della comunicazione che va oltre il tempo e lo spazio, proprio come tutto funziona all’interno di questo strato atmosferico della sfera, dove la forza gravi.traente combina gli elementi che ci consentono ancora di restare sul nostro pianeta e di proseguire la nostra evoluzione organica biologica, affinché si possano realizzare i disegni dell’EOSObscureRisingEnergy”, che regolano l’energia di questo universo.

Vi dicevo che vi sento, sento ognuno di voi come se foste qui, vi sento come energia e proprio questa mattina, mentre mi irroravo al vento di radiazione sincrotronica solare mediante i cerchi concentrici del doppio sole e al tempo stesso il mio corpo neurosensoriale, l’HISB si caricava di energia che minuziosamente distribuiva nei luoghi dove le deficienze autoimmuni mi colpiscono continuamente, mi soffermavo nella riflessione della spinta che sento nella dedizione a comunicarvi prima possibile i dati significativi che riguardano l’incredibile avventura che un essere umano può percorrere nella direzione dell’energia della sorgente. Ho una tale massa di in.form.azioni (azioni che creano la forma combinata al suono) da non sapere ancora bene da quale punto cominciare, ma credo che verrà da solo e tu devi avere pazienza, perché quello che non puoi capire subito, ti verrà chiaro appena possibile lungo il percorso e tutto si svolgerà come una matassa facendo divenire la complessità semplice da capire e semplice da attuare, proprio come indicava Einstein, ma la conoscenza che elargirà sarà incommentabile. A proposito la conoscenza rivoevosofica si indica come DACS, dati accumulati con.scienza e ci vorrà tempo per assorbirne la cognizione, che diverrà successivamente un rapido neurosenso. Anche dei neurosensi vi dovrò parlare e lo farò con un post a breve. Si tratta di una delle ultime rivelazioni della conoscenza dell’energia, quindi si tratta degli ultimi DACS requisiti.

Quanto prima vi dovrò parlare del doppio sole e del vento solare di radiazione dei cerchi concentrici che emergono appena si supera la massa coronale della stella e anche questo a breve lo farò con un post, ma credimi per ogni argomento il primo post sarà una leccata e sarà necessario iterarlo per approfondirlo, poi interverranno i neurosensi per far divenire tutto più veloce ed applicabile. Saranno dei neurosensi esplosivi, perché dopo aver superato lo stato animale ed essere stati oppressi e impiegati impropriamente dalla mente di sistema collettivo, l’MCS, implementeranno progressivamente l’intensità e tutto diverrà qualche altra cosa, perché l’accumulo di DACS, quindi di conoscenza, porterà la propria rete neurale oltre ogni confine precedente. Cosicché attendetevi due post deliziosi, di natura neuropratica: i neurosensi e la SCCRSolarCircleConcentricRadiation”, necessaria al primo approvvigionamento di energia.

A proposito vi dovrò anche chiarire il reale significato di in.form.azione e del perché viene punteggiato. E’ una indicazione importante perché lavora in primis sulla forma vista come forma e sulla forma vista come suono, impiegando le parole e la loro logica solo come base di partenza. Ad esempio se ti parlo della tua casa tu vedi la forma della tua casa, se ti indico un grattacielo tu vedi quella forma e l’intensità di vedere le forme si sviluppa mediante l’applicazione dei neurosensi. Si pensa in genere di ragionare, ma in realtà si finisce per vedere, quando la parte nociva della mente di sistema allenta la sua presa. In rivoevosofia quando si parla si vede e le possibilità energetiche aumentano enormemente. Torneremo su questo fattore per implementarlo, perché quello che abbozzo è povera cosa anche se utile per iniziare un argomento.

Ultima in.form.azione…, è accaduto ancora qualcosa con la morte, ma lo troverete in uno dei prossimi post, a presto.

RES – Post n° 2 del 18.9.2013

Titolo: assumere un morphing…, un’esperienza interessante dalle molteplici peculiarità, ottenuta sul campo e riversata a poche ore di distanza.

Oggi stavo applicando l’elettromagnetismo degli wormholes nelle zone del mio organismo “BOSN”, dove si concentra maggiormente l’attività degenere.

Spesso quando faccio questa operazione mi trovo già in un’area neurosensoriale creata precedentemente. Infatti dispongo ormai di molti WESR“WorldEnergetic SensorialReality”, delle realtà separate dove posso vivere con il mio corpo sensoriale che in Rivoevosofia si chiama HISB“HighIntensitySensorial Body”, quindi da come si evince le applicazioni di elettromagnetismo sincrotronico che la mia rete neurale è in grado di elaborare, vengono effettuate in questo corpo. Con questo tipo di radiazioni, sto continuando a vivere e tanto per comunicare a te e a tutti quelli che mi stanno seguendo, non sto sfruttando mamma natura, ma mi vado a rifornire direttamente di questo tipo di energia, fatta di particelle elementari forza a massa zero, quindi di energia e sempre per il piacere di comunicare con voi, nel frangente indicato, mi trovo in un WESR dove da un po’ di tempo sono solito andare, quindi ci arrivo velocemente con una procedura facilitata dalle iterazioni. Si tratta di un sito lacustre molto fornito e frequentato, con spiaggette e un bar che offre gelateria e tanto altro, curato da due miei dipendenti. Sempre solitamente mi dispongo in retro su di un tappeto disposto sopra una pedana fitta fatta di legno “iroko”, quindi durissimo color palissandro e ancora sempre solitamente attendo l’arrivo della mia tigre del bengala che mi raggiunge per mezzo di uno wormholes lasciato aperto a sua disposizione. Avrò modo di parlare più diffusamente di questi mondi creati energeticamente dal mio corpo sensoriale, dove posso vivere, probabilmente come accadrà nel futuro con la realtà virtuale o seconda realtà, proprio come viene descritta dallo scienziato informatico singolaritarista Ray Kurzweil, nel suo libro “The Singularity is near””.

Tornando a prima, dicevo che stavo effettuando queste procedure energetiche quando ascolto come da lontano la conversazione telefonica di mia moglie con un familiare che si trovava in forte difficoltà, visto che consideravano la possibilità di un intervento al pronto soccorso. Una forte situazione cefalalgica con difficoltà respiratoria creava questo problema, quindi rientro dal profondo stato di concentrazione e assunta la telefonata indico a P. di distendersi a gambe allungate sul divano o sul letto, quindi di non fare nulla o interferire in alcun modo ascoltandomi senza rispondere, poi effettuo una procedura di alcuni minuti e mediante il solo impiego di parole a bassa voce strutturo un percorso energetico sul suo corpo sbloccando la situazione. Chiudo il telefono lasciando P. nel suo stato soporifero di recupero, per risentirla più avanti.

La RES, tra l’altro, addestra i suoi hunters rivoevosofici anche a queste eventualità e la procedura non è tanto difficile quanto energetica, quindi si deve essere in buone condizioni, poi si tratta di manipolare gli spostamenti in HISB attivando il morphing della forma energetica necessaria e procedere alle operazioni di recupero dell’oggetto delle proprie attenzioni.

Indubbiamente si tratta di procedure molto semplici da attuare ma la cui comunicazione tecnica passo-passo è particolarmente laboriosa, quindi mentre pavento questa possibilità, allo stesso tempo chiedo di avere pazienza perché lo sviluppo richiederebbe un post tipo papiro del tutto inopportuno in questo momento iniziale dove è bene che i fatti presentati, a volte complessi, siano il più possibile snelli. E’ mia intenzione procedere gradualmente nel presentare le innumerevoli possibilità che possono essere raggiunte quando si dispone del potere di collegarsi direttamente all’energia della sorgente.

“Sono tutti fatti che conosco bene e quello che faccio lo possono bene fare tutti. Dopo migliaia di anni adesso abbiamo alla portata fatti dapprima solo casuali, perché non corrispondenti a delle mappe precise di comportamento, le MEC. La Rivoevosofia me le ha consegnate e prima possibile saranno nelle reti neurali di tutti quelli che seguono. Una mappa specifica i passi, senza vuoti da colmare, quindi nessun problema, ma tanto fascino…, è questa la via energetica”.

Rammento un particolare accaduto circa 20 anni or sono quando in Clinica Villa Europa insegnavo le tecniche di controllo del dolore a delle partorienti, pizzicandole con forza all’interno dell’avambraccio per procurargli un dolore acuto indicandogli subitaneamente come fare per renderlo ovattato all’istante. Impiegavo allora un comportamento e una voce che veniva indicata come ipnotica e questo fatto veniva accettato di buon grado perché andava sempre a buon fine, poi un pomeriggio accadde di avere una partoriente del tutto sorda e dovetti impiegare la tecnica basandomi sul solo sguardo senza il suono della voce. Andò a buon fine anche in quel caso e posso dirvi che allora impiegavo tecniche che non potevo spiegare e oggi non sono posso spiegare quelle tecniche ma esse si sono grandemente implementate ed evolute energeticamente. Ebbene le MEC tolgono i misteri e le rendono disponibili a tutti, sempre che se ne sia interessati.

Se avrete la bontà di seguirmi senza perdere i collegamenti potrò aprirvi scenari multipli di incredibili possibilità e quello che è bello, tutte dico tutte alla vostra portata, perché mentre nell’addestramento della mente collettiva di sistema, l’MCS, tutto è meritocratico o demeritocratico, il software rivoevosofico di addestramento al collegamento diretto con l’energia prevede la sola iterativa applicazione fino alla sua significatività, quindi è un addestramento che elude ogni necessità di essere dei geni, dei capaci, degli intelligenti o in qualche modo dei particolarmente dotati e se siete nel novero di questi, non vi preoccupate riuscirete ugualmente. E’ solo sufficiente essere neuralmente “diversamente abili” ad assumere le infinite possibilità che vi si presenteranno davanti, nonostante l’incidenza oppressiva della mente il cui addestramento prevede di interferire in tutti i modi per assumere il controllo, rendendo ridicolo ogni vostro atteggiamento che non vada nella sua linea preinstallata, insinuando dubbi ed incertezze con sensazioni di scherno al vostro amor proprio.

Un amor proprio, una presunzione ed una importanza personale su cui la mente collettiva di sistema fonda l’olocausto dell’intera specie umana. A presto

RES – Prima Riflessione del 18.9.2013

Titolo: una iniziale comunicazione di impostazione.

Ho una riflessione personale da fare sul modo con cui comunicare. Ho il grande desiderio che ognuno di voi mi senta vicino e assuma il mio desiderio di fare di tutto perché possa assimilare una quantità inimmaginabile di neurobenessere energetico, perlomeno commisurata a quella che sperimento personalmente e perché questo avvenga ho in animo di utilizzare tutti gli elementi di delicatezza di cui sarò capace.

Per fare questo comunicherò sempre direttamente come fossimo di fronte fisicamente, cosicché potrà svilupparsi facilmente il tipo di contatto che presiede allo sviluppo di una trasmissione energetica neurosensoriale. L’aumento dell’intensità neurosensoriale è il fondamentale bypass per eludere il software mentale preinstallato con cui la mente collettiva di sistema instaura le abituali procedure di incamerazione dei dati. I neurosensi in questo modo potranno far assumere alla rete neurale del cervello particolari aspetti di una conoscenza con caratteristiche energetiche evolutive. Alla fine un sinergismo neurosensoriale condurrà il cervello umano oltre i confini della precedente evoluzione biologica del suo organismo, saltando al di là di tutte le quattro coercizioni, di cui tre biologiche e una non biologica.

Impiegherò ogni momento che tu, voi, passerete qui con me, in questo blog, per riversare dentro la vostra rete neurale dati di tipo energetico affinché il cervello possa evolversi ai neurosensi portati ad una intensità mai raggiunta prima, e questa sarà la sostanza, al di là del piacere che la conversazione possa produrre. Il resto della mia vita è dedicato interamente a questo fatto ed il contributo di cui ti, e vi ringrazio immensamente è già sufficiente a partire dal primo granello di attenzione che eserciterete, sulla base del quale cercherò di trasmettervi uno stato di suprema bellezza ed energia. Sto vivendo un’avventura che si espande alla velocità di questo stesso universo che condividiamo ed è nella natura stessa delle cose che debba condividerne la sconfinata bellezza ed energia.

Per informazione con il tipo di lavoro che sto preparando esporrò la tipologia di ogni post dando con il titola la sensazione su cosa ci si debba aspettare. Inoltre avviserò se si tratta di esperienze sul campo che vengono riversate a breve, quasi all’istante, oppure che sono riversate da pezzi già elaborati in passato che magari fanno parte dei numerosi libri della Rivoevosofia che ho già prodotto, ma che non sono mai stati pubblicati. Cosicché tutto quello a cui avrete accesso è nuovo e imparagonabile rispetto ad ogni precedente letteratura prodotta in migliaia e migliaia di anni nella direzione dell’evoluzione della specie umana, con tematiche che trattano un vasto campo, comprendendo tutto quello che si trova tra la filosofia e la scienza.

Riepilogando, in apertura di ogni riversamento ci sarà il numero cronologico del post, la data del riversamento e il titolo per le indicazioni di fondo.

Inoltre intercalando tra un post e l’altro, ci saranno pezzi brevi e anche brevissimi che riguarderanno riflessioni e/o avvisi tipo curiosità. Anch’essi avranno numero, titolo e data e verranno utili per una migliore comprensione dei dati riversati, i quali hanno spesso necessità di collegamenti lontani, allo scopo di evitare eccessive prolungate e iterative spiegazioni.

Con il ringraziarvi di essere qui, vi prego di considerare che i miei riversamenti avvengono pressoché alla spicciolata, specialmente in questa prima fase, dove la fretta di iniziare mi morde da dietro, quindi impatterete tra l’altro ad inevitabili carenze dovute alla battitura, a cui dovrete soprassedere per forza di cose. Un saluto e a presto.

RES – Post n° 1 del 4.9.2013

Titolo: La morte si è fermata: “solo per un momento”, disse….

Questa amica energetica dell’attività degenere, sottoposta ad un improbo incessante lavoro per la quantità di organismi che continuano a moltiplicarsi su questo pianeta, qualche anno fa, si è presentata con l’intenzione di prepararsi ad un prelievo forzoso, ma successe che guardandola dritta negli occhi, gli dissi: “aspetta, aspetta un momento” e gli indicai una leggera sedia di vimini posta ad un angolo della stanza. Mi guardò incuriosita, poi fece proprio quello che dicevo, forse riscontrando che l’anomalia di una simile proposta poteva valere un attimo di sospensione, quindi si sedette e posizionò a terra l’estremità opposta dell’asta confezionata per la falce, dicendo: “non avrò molto tempo per te”.

Lo capisco gli dissi e considero tra l’altro che governi la progressiva attività degenere di miliardi di stelle di neutroni in questo universo, quindi ti porto il massimo rispetto, poi gli parlai con una dolcezza fatta di tranquillità ed accettazione, espressa sullo sfondo di una fredda implacabile determinazione. Gli spiegai che avevo deciso all’istante di sospendere le protettive attività di sistema dell’MCS che mi avrebbero dovuto sostenere durante il decorso della malattia e che avrei fatto da solo, poi denunciai con un sospiro che l’ineluttabilità di una simile decisione valeva il suo attimo di sospensione. La morte annui e… si accomodò meglio sulla sedia di vimini, guardandomi con crescente maggiore interesse.

Continuai la conversazione informandoLa che nel contesto del tempo e del territorio in cui mi trovavo, un’azione del genere con le medesime caratteristiche, non era concepibile, neppure come progetto, perché l’MCS, la mente collettiva di sistema non la contemplava nel suo software di evoluzione umana biologica. Dissi alla morte che questo avrebbe modificato i tempi della mia resa alla sua incalzante attività degenere, anche se non avevo in assoluto la certezza di poterli procrastinare, peraltro neppure quella di poterli accelerare. Non avevo in effetti alcuna sicurezza di cosa avrei potuto combinare, ma certamente lo facevo allo scopo di resistere ad oltranza per continuare ad incanalare la mia personale, unica avventura di rappresentante della specie umana a caccia di evoluzione.

La morte mi disse che poteva, si, un attimo interrompersi, ma se fosse stata costretta ad attendere oltre, avrebbe potuto mantenere la postazione soltanto in virtù del fatto che altre parti di lei avrebbero continuato il suo lavoro. Risposi che non avevo ancora i dati per una sufficiente conoscenza di quello che faceva e di come lo faceva, ma per quello che mi riguardava doveva tenermi compagnia finché non avessi capito e nonostante non sapessi ancora cosa c’era da capire, sapevo però ineluttabilmente che lei doveva attendere, così ho iniziato la caccia. Una caccia che fosse andata oltre l’evoluzione biologica collettiva per inoltrarsi in quella individuale energetica.

La morte mi guardò ancora e mi chiese cosa stessi facendo in quel preciso momento, proprio mentre mi apprestavo ad affrontare un attacco degenere cruento. Non vedi, gli risposi, cerco di conoscere a fondo l’energia degenere che mi sta tormentando, per poterla modificare, poi continuai dicendogli che perdesse pure ogni speranza di percepire seppur un miserabile anelito di soccorso da un sia pur minimo recondito recesso del mio corpo, non importa quanto colpito duramente esso fosse. Dissi alla morte che non ero, non lo ero mai stato, e neppure lo sarei mai diventato: un bluff.

Iniziai con una manovra energetica tuffandomi profondamente all’interno del mio pianeta a caccia di una carica energetica elettromagnetica con la quale, confidavo, avrei potuto controllare gli attacchi degeneri. Attacchi a cui andavo incontro con pratiche fisiche studiate per affrontarli, pratiche che si evolvevano continuamente in funzione dell’incalzare degli interventi degeneri.

Per la prima volta, la morte considerò che non aveva a che fare con un pretestuoso arrogante imbecille, né con un povero bimbo e neppure con un donchisciotte e il suo spadino. Capì in quel momento che non si sarebbe trattato di un momento, ma né il sottoscritto, né la morte potevano sapere cosa sarebbe accaduto.

Stava nascendo un software parallelo a quello dell’MCS, il collettivo mentale di sistema. Un software che avrebbe evoluto quest’ultimo sistema collettivo all’energia individuale della specie umana. Stava nascendo la RivoEvoSofia, la rivoluzione dell’evoluzione della conoscenza.

Tutti i misteri della mente e dell’oppressione che essa esercita da migliaia di anni sulla specie umana sarebbero stati rivelati, così pure il suo contributo all’evoluzione biologica, perché la specie umana potesse evolversi individualmente ed energeticamente da lei stessa: la mente.

La morte ha lasciato una delle sue antiparticelle elementari di presenza energetica su quella sedia, ed è andata a continuare il suo lavoro, con l’accordo che l’avrei avvertita, seppur ne avesse avuto bisogno.

Siamo ad un battito di ciglia, sono passati quasi cinque anni e, durante la mia incessante indispensabile caccia al collegamento diretto con l’energia perchè possa continuare a produrre e fornire in.form.azioni energetiche di prima mano a tutti gli esseri umani di cui sono il primo individuale rappresentante rivoevosofico, l’antiparticella della morte non mi lascia un istante e mi guarda sempre attentamente, tanto che mi sembra a tratti di intravedere un balenio all’interno del suo sguardo curioso, forse energeticamente fraterno. Magari la morte si chiede se le cose non stiano cambiando su questo pianeta e quando questo dovesse essere, allora anche questo universo inizierà il suo cambiamento evoluzionale: prima o dopo.

A tutti i followers di questo blog

Le elevate aspettative suscitate dalle premesse e dalle condizioni di questo post,

saranno interamente rispettate, come mai sarebbe potuto avvenire prima.